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Date da ricordare:

13 dicembre: nelle sale della mairie del 13° dalle ore 14h Camp sulla ricerca. Interverranno Ivan Scalfarotto, Maurizio Chiocchetti, Maurizio Ferraris e Irene Tinagli.

6 dicembre: manifestazione Pro Saviano e contro tutte le mafie, Place d'Italie dalle 15,00 alle 20,00.

3 dicembre: ore 19h00 incontro su politica e giustizia con il deputato del PD eletto nella circoscrizione Europa Gianni Farina presso la Fédération de Paris du Parti socialiste 32, rue Alexandre Dumas, 75011 Paris 2° piano.

25 novembre: riunione pubblica PD Parigi, 18h30, 28, rue Claude Tillier, 75012 Parigi.

14 novembre: presidio contro la riforma Gelmini davanti al consolato venerdi 14 novembre dalle 10h00 alle 15h00 in Rue Emile Augier n.5, 75016, Parigi.

25 ottobre: Salva l'Italia a Parigi, dalle 14h alle 20h, Salle du Fer à Cheval, Marie du XIII, 1, Place d'Italie, 75013 Parigi.

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4 aprile 2008
Un pulmino verde sotto la torre
di Riccardo Spezia

Martedì primo aprile ho fatto il mio giorno di campagna elettor

Martedì primo aprile ho fatto il mio giorno di campagna elettorale al 100%. Il pulmino del PD è arrivato a Parigi la sera prima e insieme ad altri giovani “democrats” lo abbiamo scarrozzato per la città. Un programma che ha alternato luoghi popolari come la stazione di arrivo dei treni di notte dall’Italia, di cultura come la Cinémateque e il quartiere delle Ecoles, turistici come la tour Eiffel e il centro Pompidou, fino ai momenti “politici”, culminati con l’incontro con Giovanna Melandri e Ségolène Royal.


Il pulmino, un simpatico furgone verde, è guidato da Carmine, un vivissimo signore sessantenne, un abruzzese che vive a Bologna, infaticabile, uno che lavora da una vita tutti i giorni per la strada, tra le persone e per il partito quando ce n’è bisogno. Una di quelle persone che ti fanno venire voglia di votare per il PD, che ti fanno sentire che c’è sempre un’anima popolare che è la valvola di sicurezza contro gli elitismi salottieri, i freddi economicismi, il riduzionismo della politica a cifre, e quindi delle persone a contabilità ragioneristica. Carmine cura il pulmino meticolosamente, lo lucida alle 8 del mattino mentre aspettiamo i treni (quello delle nove arriverà con due ore di ritardo), prepara il caffè (qualità rossa per moka, una rarità da queste parti), conosce le strade di tutta Europa (in teoria noi dovevamo aiutarlo a muoversi per Parigi, ma le strade le conosceva meglio lui di noi che prendiamo sempre la metro). Con lui c’è Gennaro, un giovane (classe 1976) della direzione del PD che si occupa dell’estero, soprattutto coordinando i vari gruppi sorti un po’ ovunque, tramite il sito www.pdmondo.it . Vissuto in Germania fino al 1995 (si ricorda con emozione i mondiali vinti nel 1982 contro la Germania 3 a 1 e come i suoi parenti dissero dopo la vittoria di poter finalmente camminare a testa alta per strada) viene in Italia per fare l’Università a Roma e vi resta.


Così alle otto e mezza del mattino, insieme a Beatrice, candidata per la camera in Europa (www.beatricebiagini.net) e Goffredo che arriva a cavallo della sua moto guzzi armato di thermos, ci piazziamo nel piazzale della stazione di Bercy. Un luogo squallidissimo, dove quando arrivi dall’Italia pensi che sei sbarcato sulla luna e non a Parigi, soprattutto quando ci si ricorda del Palatino che arrivava nella bellissima e attrezzatissima Gare de Lyon. Alla stazione di Bercy non c’è neanche un bar. Così ci siamo noi, con i volantini e il thermos. E aspettiamo. Il treno da Roma è in ritardo di un’ora e quaranta (che diventano poi due ore), quello da Milano arriva puntuale alle nove e tre quarti. Scendono moltissime persone. Giovani, anziani, di tutte le età, di ogni estrazione sociale e culturale. Abbiamo trovato forse l’unico posto di Parigi dove si ha un buon spaccato della società italiana, residente sia all’estero sia in Italia. Molti si fermano, si stupiscono della presenza di quattro matti che fanno campagna per Veltroni a Parigi. Poi ricordiamo del voto degli italiani all’estero (decisivi per il Senato nel 2006) e molti ci dicono “giusto, non ci avevo pensato”. Ma da tutti, o quasi, riceviamo segnali di incoraggiamento, positivo stupore nel vedere come nell’epoca della comunicazione di massa (che significa anche perdita del contatto diretto, riducendo chi fa politica a un personaggio da salotto o show televisivo, ad un oggetto virtuale e inarrivabile) ci sia ancora chi va per strada, chi discute con tutti, chi non è un “personaggio” ma un cittadino normale che cerca di dare il suo piccolo contributo, magari guidando un pulmino per l’Europa, magari informando sulla possibilità di votare in Europa per dei deputati che esprimano un nuovo corso e un nuovo slancio.


Dalla stazione ci spostiamo verso il centro, Goffredo ci saluta, Beatrice mette la bici sul pulmino e l’accompagnamo verso casa. Lì ci raggiunge David e ci dirigiamo verso il Pantheon dove imbarchiamo anche Valeria. Così facciamo il nostro giro turistico, tour Eiffel, arco di trionfo, Champs Elysées e poi place de la Concorde fino ad arrivare al centro Pompidou, dove parchieggiamo tra il Beaubourg e l’Ircam. E qui incontriamo ancora tante altre persone, sia turisti, sia residenti. Beatrice ritorna dopo pranzo e incontra anche un suo vecchio amico di Fiesole! Alle quattro e mezza si riparte per andare all’appuntamento con Giovanna Melandri, a Parigi per la campagna elettorale. Arriviamo all’indirizzo che corrisponde niente meno che ad una sede di sostenitori di Ségolène Royale. Giovanna Melandri arriva subito, ci saluta, entra nel pulmino (“il pulmino mette allegria” ci dice, ed è vero), ci chiede della nostra giornata e della campagna elettorale a Parigi, poi ci dice che con Beatrice salgono su per incontrare Ségolène Royale. Qualche foto e vanno. Noi restiamo giù con Carmine che per la felicità di essere in foto con Giovanna Melandri ci offre un bicchiere di grappa abruzzese! Ma le emozioni non sono finite. Usciamo per stemperare un po’ l’alcool al freddo parigino, e arriva Ségolène Royale che si avvicina subito verso di noi del pulmino. E ci invita a salire! A bere “un coup”. Dal caffè al freddo del piazzale di Bercy ad una tazza di porcellana in un curatissimo appartamento Haussmannien del VI arrondissement. Il tutto a poche ore di distanza (con gli stessi vestiti, la stessa faccia e lo stesso spirito). Le tre fanno un incontro per una giornalista dell’Ansa, Ségolène appoggia la campagna di Veltroni, e apprezza molto il meccanismo di democrazia partecipativa che si è messo in moto nel PD con il metodo delle primarie (la democrazia partecipativa era un cavallo di battaglia di Ségolène durante la campagna presidenziale). Certo l’atmosfera da alta borghesia francese stride un po’ con le nostre abitudini, con l’informalità che ci contraddistingue e da cui non riusciamo a liberarci neanche davanti ad un ministro. Al contrario di Ségolène, Giovanna Melandri sembra essere a suo agio non solo con l’algida formalità di un elegante appartamento parigino ma anche con la nostra informalità. Sarà lo stile italiano, ma mentre la Melandri dentro un furgone verde è perfettamente a suo agio, male vedrei Ségolène. Insomma, se il PD è teoricamente di centro-sinistra mentre il PS di sinistra e basta, mi pare che i dirigenti del PD siano molto più in sintonia con le persone normali, con il popolo come si sarebbe detto alcuni anni fa (o forse è solo lo charme di Giovanna Melandri).


Via, finisce l’incontro con Ségolène, si riparte in direzione Nation, all’incontro pubblico con Giovanna Melandri, Beatrice Biagini, Simona Milio (anche lei candidata alla Camera per l’Europa) e Barbara Revelli (costituente nazionale del PD di Parigi). Io però non ci vado. Ho una prova con tiorba e viola da gamba di un madrigale del VII libro di Monteverdi, e faccio pure Tirsi. Raggiungo però i reduci la sera, insieme a Valeria, Anna e Federico accompagnamo Gennaro e Carmine a parcheggiare il pulmino e finiamo tutti a casa mia a farci una sana spaghettata di mezzanotte “aglio-oglio-e-peperoncino”, innaffiata con il Montepulciano d’Abruzzo portato da Carmine che ci lascia altre due bottiglie per la serata elettorale. Per festeggiare la vittoria. Dice: “Si può fare”.





permalink | inviato da partitodemocraticoparigi il 4/4/2008 alle 11:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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